Moto ferma? Assicurala con la “polizza sospesa”
Attingendo dalle news pubblicate dall’editoria di settore, facciamo chiarezza sull’obbligatorietà di copertura assicurativa, salvo poche eccezioni, anche per i veicoli non circolanti su strada…
Lo dice il decreto che recepisce la direttiva europea 2021/2118, in vigore dal 23 dicembre scorso. Al centro la modifica delle linee guida delle compagnie di assicurazione in materia di Responsabilità Civile. Se possedete una moto, un ciclomotore, uno scooter custodito all’interno di un’area privata, ad esempio un box, avete ora l’obbligo di assicurarlo; parliamo anche di rottami mai radiati dalla circolazione e comunque non utilizzabili su strada. La finalità del provvedimento è quella di abbassare il numero di incidenti sulle strade e di tutelare chi è coinvolto in un incidente provocato da veicoli privi di copertura assicurativa. Può un veicolo che non circola arrecare danni? Sì, secondo il legislatore. L’applicazione è indifferente rispetto al terreno di utilizzo e ininfluente è lo status del veicolo (fermo o in movimento).
Serviranno necessariamente provvedimenti esplicativi capaci di chiarire alcuni dei punti riguardanti le eventuali “DEROGHE”.
Quali sono? Beh, i veicoli non in condizioni di circolare per mancanza di componentistica essenziale (vedi il motore, le ruote…) o che per muoversi hanno bisogno dell’assistenza di un altro veicolo.
La deroga vale anche per i mezzi sottoposti a sequestro o fermo amministrativo.
Per i possessori di moto o scooter iscritti ai registri storici (circa 300.000) è atteso un provvedimento ad hoc.
La MULTA per chi guida un veicolo privo di copertura assicurativa è attualmente di 866,00 euro, cifra che si abbassa a 606,00 euro se si opta per il classico pagamento entro 5 giorni. Si perdono anche 5 punti dalla patente, oltre alsequestro del vicolo e al ritiro carta di circolazione.
Il decreto include anche i monopattini elettrici ma ne sapremo di più strada facendo. La direttiva europea non include al momento le bici a pedalata assistita.
La via d’uscita si chiama “POLIZZA SOSPESA”
La paura iniziale, che ha messo tutti in allarme, scaturiva dalla possibilità che la direttiva abolisse anche la possibilità di sospendere la propria polizza per il periodo di sei mesi in accordo con la propria compagnia di assicurazione.
Per fortuna non è così e va aggiunto che questo cambio di regole allarga il periodo massimo di richiesta della sospensione da 6 a 10 mesi, con l’obbligo di comunicare la proroga.
Quello che pochi sanno è che un veicolo con polizza sospesa non può circolare… ma mantiene la copertura assicurativa.
