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LA PATENTE MOTO

LA PATENTE MOTO

Hai domande sulla patente di guida? Sei nel posto giusto! In questo articolo, esploreremo le ultime novità e risponderemo alle domande più comuni riguardo a questo importante documento. Che tu stia cercando informazioni sulle nuove regole o stia cercando chiarimenti su aspetti specifici, qui troverai tutto ciò di cui hai bisogno per essere informato e preparato. Continua a leggere per ottenere le risposte che stai cercando!

La patente “A” è suddivisa in quattro differenti categorie, note come: AM, A1, A2, A (quest’ultima conosciuta anche come A3).

Per ottenere una qualsiasi di queste categorie di patenti si dovrà presentare domanda alla Motorizzazione (per i minorenni è necessaria la sottoscrizione di un genitore o tutore), superare un esame teorico (obbligatorio se stai cercando di ottenere la prima patente o hai già la categoria AM) e un esame pratico. Non mancano strade più brevi, che saranno descritte in dettaglio più avanti.

Per la prova teorica bisogna rispondere a 30 domande da completare in 20 minuti. Per superare l’esame si possono fare un massimo di 3 errori, condizione che dà diritto al foglio rosa. Il candidato ha a disposizione sei mesi per sostenere il test teorico e, nel caso di esito negativo al primo tentativo, ha la possibilità di presentarsi una seconda volta, con almeno un mese di distanza.

L’esame pratico è composto da due test, svolti nell’arco della stessa giornata. Il primo in area chiusa, con prove di abilità, il secondo su strada pubblica. Il candidato ha a disposizione 3 prove in 12 mesi (corrisponde alla validità del foglio rosa) a partire dal mese successivo alla data di superamento dell’esame teorico. Se il candidato non supera le tre prove, dovrà sostenere nuovamente anche la prova teorica.

Privatista e Autoscuola

Si può seguire l’iter legato alla patente anche da privatista, presentando direttamente la domanda alla Motorizzazione Civile (per i minorenni è prevista una documentazione aggiuntiva), oppure affidarsi al supporto offerto dalle Autoscuole autorizzate.

Si può anche decidere di optare per quest’ultima per le fasi legate alla prova pratica, seguendo da soli la teoria.

Il foglio rosa, consegnato a conseguimento della prova teorica, permette di esercitarsi alla guida con l’accortezza, per chi non si interfaccia con una Autoscuola, di farlo con un veicolo che rientri nei parametri della patente scelta.

A partire dal mese successivo al rilascio del foglio rosa si può tentare l’esame pratico.

La prova pratica è differente in funzione dell’età e della categoria scelta; viene sostenuta con una moto fornita dall’Autoscuola oppure, nel caso di privatista, con un mezzo di proprietà o in alternativa con veicolo fornito da persona terza che ne autorizzi l’utilizzo per l’esame pratico (con dichiarazione firmata); nel caso di moto noleggiata servirà il contratto sottoscritto. Da avere sempre a portata di mano sono il libretto di circolazione e la polizza assicurativa.

Chi si presenta da privatista al test pratico dovrà mettere a disposizione dell’esaminatore un’auto con autista, per permettergli di seguire le evoluzioni del candidato su strada.

Quale patente conseguire?

AM

Riguarda ciclomotori, veicoli a tre ruote, quadricicli leggeri. I due e tre ruote con velocità che non superino i 45 km/h, cilindrata limitata a 50 cc e potenza pari a 4 kW. I modelli appartenenti all’ultima categoria (minicar e quad) devono avere massa non superiore a 425 kg, velocità max sempre non più di 45 km/h e motore, se con accensione spontanea, non superiore a 500 cc. Potenza massima 4 kW per i quad e 6 kW per i quadricicli leggeri.

Questa patente, o patentino, si ottiene a partire dai 14 anni. Con la “AM” il trasporto del passeggero, per i veicoli omologati, è possibile una volta raggiunti i 16 anni. Il tipo di veicolo scelto dal candidato va segnalato al momento della prenotazione della prova di guida.

La patente AM è valida anche in ambito UE a partire dai 16 anni (se non riconosciuta dai 14 anni da parte di singoli stati).

A1

Vi rientrano i motocicli (anche con sidecar) con potenza massima pari a 11 kW (per i tricicli si alza a 15 kW), rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg e cilindrata di 125 cc. Nel caso di motociclo spinto da motore elettrico cambia il valore del rapporto potenza/peso, che passa ad almeno 0,08 kW/kg. L’A1 si ottiene dai 16 anni compiuti.

A2

Motocicli di qualsiasi cilindrata ma con potenza limitata a 35 kW (non vale per moto che non depotenziate superino i 70 kW) e rapporto potenza/peso che non superi 0,2 kW/kg. Nel caso di moto elettrica varia il rapporto potenza e peso, che parte da 0,15 kW/kg. Si può ottenere dai 18 anni. Per la prova pratica viene richiesto un motociclo senza sidecar di minimo 250 cc e potenza nominale di almeno 20kW.

Può essere ammesso alla categoria A2 (accesso graduale), anche speciale, il conducente in possesso da almeno due anni della patente di categoria A1, titolare dell’autorizzazione (da richiedere alla Motorizzazione) ad esercitarsi alla guida di veicolo di categoria A2. Servirà anche un corso di formazione di 7 ore da frequentare in Autoscuola (tra certificati, tasse e costo lezioni si spendono circa 600/700 euro). In alternativa si può seguire l’iter standard dell’esame pratico con “Motorizzazione + Autoscuola” oppure presentarsi all’esame da privatista con costi più che dimezzati ma tempi più dilatati.

L’accesso graduale non è concesso a chi possiede una A1 riconosciuta senza esame, per circolare in Italia, ottenuta grazie al conseguimento della patente B.

A

Questa patente permette l’uso di motocicli senza limitazione di cilindrata e potenza. Il veicolo da usare per la prova pratica viene indicato con peso a vuoto superiore ai 180 kg, potenza a partire da 50 kW e cilindrata di almeno 600 cc. Se il motociclo ha motore elettrico, il rapporto peso/potenza dev’essere di almeno 0,15 kW/Kg, La patente A si può conseguire a 24 anni compiuti e anche a 20 anni se si possiede la A2 da almeno 2 anni.

Il decreto del 9 giugno 2023 che disciplina l’accesso graduale senza esame consente il passaggio dalla patente A2 alla A, anche speciale. Può usufruirne il conducente che ha compiuto 20 anni ed è in possesso da almeno due anni della patente di categoria A2. Serve l’autorizzazione per esercitarsi alla guida di veicoli di categoria A rilasciata dalla Motorizzazione e il corso di aggiornamento organizzato dalle autoscuole. In alternativa si può seguire l’iter standard dell’esame pratico con “Motorizzazione + Autoscuola” oppure, come già indicato per la A2, presentarsi all’esame da privatista.

NOTE

AM a parte, sulle altre categorie viene tollerato uno scarto di 5 cc sotto la cilindrata minima indicata.
Per tutte e quattro vale invece quanto indicato dal codice UE armonizzato 78, che detta le regole del “cambio automatico”. In pratica, se ci si presenta all’esame alla guida di un veicolo non dotato di cambio manuale (come ad esempio uno scooter), sulla patente verrà annotato il codice sopra indicato, che non consentirà al titolare di patente di utilizzare una moto con cambio manuale… se non sostenendo nuovamente l’esame pratico.
Non è consentito presentarsi all’esame con una moto con ruote gemellate (non permettono di valutare la padronanza alla guida e l’equilibrio).
Le fasi di formazione presso l’autoscuola indicate per l’accesso graduale senza esame, consistono in un primo incontro di 3 ore (Preparazione e controllo tecnico del veicolo ai fini della sicurezza stradale e manovre particolari ai fini della sicurezza stradale) e di un secondo incontro di 4 ore (guida nel traffico).

Quanto costa fare la patente “A”?

Dipende dalla procedura scelta. Se ci si presenta da privatisti all’esame di teoria si può ipotizzare una spesa di 150 euro tra bollettini e certificati. Tramite un’autoscuola, invece, il prezzo sale, partendo da circa 300 euro per l’iscrizione, per le lezioni in aula e l’accompagnamento all’esame, che si tiene in Motorizzazione (la spesa per la prova teorica è evitabile se si possiede già la patente A2 o la B).

Quanto all’esame pratico, da privatista, al costo della documentazione prevista per l’esame va aggiunto quello delle guide con un istruttore abilitato (di media 40/50 euro l’una, con durata di un’ora. Minimo sei). Le prove andranno fatte con moto propria (in alternativa noleggiata o fornita da un conoscente che mette nero su bianco il suo consenso) e abbigliamento tecnico.

Con l’ausilio di una scuola guida, il percorso all’esame pratico porta a spendere altri 600/700 euro (con un sicuro abbassamento del livello di stress). In conclusione il privatista può arrivare alla “A” spendendo meno di 500 euro. Almeno il doppio con la scuola guida.

Guidare la moto con la patente B

Nessuna limitazione e guida in tutta Europa per chi la possiede da prima del 1° gennaio del 1986.

Chi l’ha presa dall’inizio del 1986 fino al 25 aprile 1988 ha la limitazione soltanto in Italia ma può mettersi alla guida di qualsiasi motociclo. Per superare i confini dovrà sottoporsi all’esame pratico indicato per ottenere la “A”.

Successivamente alla data indicata, con la B ci si può mettere alla guida di veicoli con cilindrata max 125 cc e potenza max di 11 kW. Se si hanno 21 anni anche tre ruote e quadricicli fino a 15 kW. Si può accogliere il passeggero se il veicolo è omologato.

Queste ultime regole non valgono all’estero o meglio sono riconosciute soltanto da alcuni paesi tra cui Spagna, Germania, Grecia. Questo in quanto normativa non europea e quindi legata ad accordi bilaterali.

Per guidare moto più grandi delle 125 cc bisognerà sostenere soltanto la prova pratica relativa alla patente scelta.

Guidare la moto senza essere in regola

Le multe sono molto salate.

Si parte da 1.000 a 4.000 euro circa se si viene fermati alla guida di un veicolo con dati tecnici non contemplati dalla categoria della patente posseduta. In aggiunta c’è la sospensione della patente da 4 a 8 mesi.

Se si viene beccati ad utilizzare un motoveicolo a scopo di esercitazione senza possedere il foglio rosa la multa pesa da 422 a 1697 euro.

Una somma simile viene richiesta a chi affida o consente la guida di un veicolo a persona provvista di patente non adeguata.

Il botto lo fa la multa per guida senza patente (ora ammenda amministrativa): da 5 mila a 30 mila euro! Ci sono sconti consistenti se si paga nei termini indicati dalla legge (60 giorni dalla notifica) e si arriva poi ad un ulteriore 30% se il pagamento viene effettuato entro 5 giorni. Si aggiunge però il fermo amministrativo del mezzo per 3 mesi. I recidivi, entro due anni, rischiano un anno di reclusione e veicolo messo all’asta.

sofia@givipeople.com Sofia ama la musica e le moto. La prima la pratica, le seconde si accontenta di guardarle sulle riviste di settore e di utilizzarne il sellino posteriore. Grande fan della MotoGP, in attesa di capire cosa fare da grande aggiunge un tocco di femminilità al blog.

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